Bosentino

di Lunedì, 22 Febbraio 2016 - Ultima modifica: Mercoledì, 24 Febbraio 2016
Immagine decorativa

Il paese di Bosentino, situato ad un altitudine di 688 m.s.l., è posto al margine orientale dell’Altipiano della Vigolana, sulle pendici del Monte di Bosentino

Il paese di Bosentino, situato ad un altitudine di 688 m.s.l., è posto al margine orientale dell’Altipiano della Vigolana, sulle pendici del Monte di Bosentino o Boschét (mt. 1008.s.l.m.), estrema propaggine sud - orientale della Marzola (mt. 1738) con pregevole affaccio sul sottostante Lago di Caldonazzo (mt. 450 s.l.m.) 
Costituito da due centri abitati, Bosentino e Migazzone, presenta radici che si perdono in epoca preromana. Anche i nomi dei nuclei risalgono a tale epoca con derivazione etrusca: Bosentino da “buccina” (strumento a fiato) oppure da “buxus” (bosso, arbusto), Migazzone da “mugo”. 

Sin dall’ottavo secolo a.c. vi fu infatti un’infiltrazione di popolazioni etrusche , poi vennero i galli cenomani e successivamente la conquista romana. Notizie storiche fanno cenno all’esistenza di un antico castelliere. In epoca romana, la zona era interessato da un ramo della Via Claudia Augusta Altinate; a cavallo fra l’asta dell’Adige e la Valsugana. Il paese fu coinvolto nei vari eventi e lotte che si susseguirono fino alla distruzione del castello ad opera di Ezzelino da Romano; castello che non venne più ricostruito. 

Dell’invasione barbarica del quinto secolo d.C. è rimasto un considerevole numero di tombe barbariche (conservate presso i musei trentini) ed i resti dell’equipaggiamento di un guerriero longobardo. 
Nel 1020 Bosentino e Migazzone passarono con Trento sotto la competenza del Principe Vescovo. 
E’ certo che i due nuclei abitati ebbero molto presto delle norme costituenti l’embrione di una vita civica istituzionalizzata: la “regola”. Tracce di queste norme consuetudinarie si hanno in un primo documento del 1260. Le stesse furono poi successivamente determinate, come risulta da un documento del 1560 “La Carta delle Regole”, su una più vasta estensione territoriale. 
Nei primi anni del 1600, sulle pendici del Boschét, in una posizione prospettante sulla conca della Vigolana, secondo la tradizione, ad un pastorello apparve la Vergine Maria. In quel luogo denominato “Feles”, venne eretto un primo tabernacolo e quindi successivamente nel 1729 una chiesetta denominata della Madonna del Feles. Più volte ampliata e ristrutturata, presenta oggi la prova dell’apparizione, una lasta di pietra con l’ombra della mano della Vergine. 
  
Nel 1805 Bosentino andò a costituire, assieme a Vigolo Vattaro e Vattaro, un unico comune denominato Vigolo Vattaro a chiusura della gloriosa epoca comunale durante la quale i piccoli centri erano paragonabili a piccole repubbliche. Anche durante il periodo fascista Bosentino venne aggregato al Comune di Vigolo Vattaro divenendone una frazione. Riacquistò il rango di Comune nel 1946. 
Interessante, oltre al Santuario del Feles, anche la Chiesa Parrocchiale intitolata a San Giuseppe lavoratore, eretta inizialmente verso la fine 1700 (1674), poi distrutta e quindi ricostruita.  
  
La fisionomia dell’ambiente del villaggio, mostra tratti evidenti della tradizionale funzione agricola, nonostante il tramonto verso cui essa è avviata. Così permangono sistemazioni a gradoni dei pendìì ove un tempo si coltivava ed ora domina il bosco. L’attività agricola ha permeato anche le soluzioni abitative dei due centri storici, con case rurali, talora in pietra non intonacata, adorne da più ordini di ballatoi in legno, rastrelliere, cortili, portali in pietra e qualche bell’edificio rustico-signorile. 
Attualmente la popolazione residente conta 838 abitanti alla fine dell’anno 2014 ed è in costante e progressivo incremento a fondamento dell’attrattiva del luogo e della sua peculiarità