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Centa San Nicolò

di Lunedì, 22 Febbraio 2016
Immagine decorativa

Centa San Nicolò è un comune della provincia di Trento con 627 abitanti.

Centa San Nicolò è uno dei più grandi comuni come estensione del territorio dell’Altopiano: non è infatti un unico agglomerato, come nel caso dei paesi limitrofi, ma un insieme di piccoli masi e frazioni, sparse su tutto il versante orientale della Vigolana (da circa 550 m s.l.m a 1100 m s.l.m). I nomi di queste piccole località si ritrovano nei cognomi delle persone che vi risiedono.

Per fare chiarezza sulle origine del paese di Centa, negli anni settanta venne svolta un’accurata ricerca tra documenti antichi conservati nell’archivio parrocchiale. La ricerca fu eseguita con grande accuratezza e precisione dall’allora parroco Don Agostino Zambra, il materiale raccolto e riordinato, fu trascritto in un testo intitolato “Centa S. Nicolò - Pagine di storia”, stampato nel 1979. Il nome Centa (in latino Cincta) deriva dal nome del torrente Centa che scorre nella valle sottostante il paese, l’aggiunta S. Nicolò fu successiva ed è legata alla devozione del santo Nicola da Bari. E’ difficile stabilire la data di origine del paese, ma grazie alla documentazione riportata nel libro precedentemente citato possiamo affermare l’esistenza del paese nell’anno 1192. Infatti il testo riporta: “Troviamo per la prima volta nominato esplicitamente CENTA assieme a Lavarone, in un documento dell’anno 1192 (cfr. Bonelli, Alberti, Kink, p. 118 e Montebello, p. 10). Il fatto comprova l’esistenza, già allora, di un paese abitato con questo nome. Il documento è del 13.06.1192 e segna la conclusione di una “gran lite” (Bonelli) tra il Vescovo di Trento, Corrado di Beseno (1189-1205) e i Signori di Caldonazzo per la proprietà dei monti che da Caldonazzo portano verso Vicenza. La lite fu composta appunto a Pergine nella data surriferita. In quella occasione fu deciso e convenuto che i Signori di Caldonazzo dovessero riconoscere quei territori come antico feudo della Chiesa di Trento; e se ne precisarono i confini così: “dalla strada, detta dell’Ancino o Lancino, sulla quale si va verso Vicenza all’insù fino alla cima dei monti, e dal culmine dei monti all’ingiù fino alla medesima strada e dal Garzirone in là verso Centa e Lavarone, fino alla fine del suo ducato”. Adunque Centa è nominata ed esisteva come Paese già nel 1192. La sua origine pertanto è anteriore”. 

Vista la sua collocazione territoriale, Centa, fu da sempre punto di passaggio per il collegamento tra la città di Trento e Vicenza. Inizialmente il passaggio era possibile attraverso la strada imperiale e successivamente (circa 1910/1912) attraverso la strada Val d’Assa. Quest’ ultima venne realizzata per accedere ai siti di costruzione delle fortezze austrungariche dell’altipiano di Lavarone e Folgaria. Sono presenti sul territorio del paese tracce, segni di fortificazioni minori e trincee.
La circoscrizione territoriale, durante il periodo fascista, ha subito le seguenti modifiche:

  • nel 1928 il comune di Centa San Nicolò viene soppresso e i suoi territori aggregati al comune di Caldonazzo;
  • nel 1947 il comune di Centa San Nicolò viene ricostituito;
  • nel 1988 vi è l’aggregazione al comune di Centa San Nicolò dell’intera frazione Campregheri. (fino ad allora divisa su quattro comuni: Centa San Nicolò, Caldonazzo, Calceranica al Lago e Vattaro).