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Vigolo Vattaro

di Lunedì, 22 Febbraio 2016 - Ultima modifica: Mercoledì, 23 Novembre 2016
Immagine decorativa

Vigolo Vattaro pare avere origine da un primo, piccolo insediamento umano già nella preistoria, circa 3.500 anni fa.

Di questo periodo non ci rimangono che poche e frammentarie evidenze archeologiche, provenienti dalla località Dossi.

Sicuramente il sito di Vigolo Vattaro fu interessato dalla colonizzazione romana gravitando politicamente sul “Municipium” di Trento. Proprio ai romani sembra debba il nome “Viculus”, ossia piccolo villaggio.
Le invasioni barbariche che segnano il passaggio fra l’epoca antica e quella altomedievale non lasciarono intaccato il nostro paese. Al museo del Castello del Buonconsiglio a Trento si può ammirare quanto resta di un corredo tombale longobardo.
Il più antico documento scritto di cui disponiamo è la “Carta di Castel Vigolo”, risalente al 1214. In essa si sancisce un impegno fra gli uomini di Vigolo e il Vescovo Vanga per la tenuta del castello stesso.
Con gli “uomini di Vigolo” ci troviamo quindi in presenza di una comunità ben definita, con propri rappresentanti,. Comunità che, in quanto tale, ha sempre avvertito la necessità di dotarsi di una serie di norme che garantissero la popolazione stessa, mettendola al riparo da soprusi e pericoli in genere. Per annoi ciò fu ottenuto tramandando oralmente una serie di regole. Più tardi sorse la necessità di codificare questi statuti orali e, già nel 1496, Vigolo approvava la sua “Carta di Regola”, oggi conservata nell’Archivio di Stato. Nella sua introduzione, le motivazioni che spinsero la comunità a dotarsi di un tale strumento giuridico vengono così definite: “…gli uomini di Vigolo …volendo differenziarsi dagli animali privi di un fine preciso, riconfermano le loro Regole e le antiche consuetudini buone e approvate a fino adesso osservate…e le fanno stendere per iscritto, ad eterna memoria, perché non possano sorgere discordie, tra le predette popolazioni”. Siamo all’inizio di un secolo, il 1500, foriero di novità culturali e politiche e che lascerà traccia anche a Vigolo che ne subirà gli influssi.
La Carta di Regola sarà poi integrata nel corso del secolo XVIII, una prima volta nel 1719 e successivamente nel 1751.

Negli anni seguenti Vigolo condividerà la propria sorte con buona parte del Trentino subendo le invasioni napoleoniche che tanto costarono alla nostra comunità sia in disagi che in ristrettezze economiche.Dopo il congresso di Vienna il paese riprenderà la propria vita normale e la sua economia sarà migliorata dall’introduzione dell’allevamento del baco da seta. Anche le guerre del Risorgimento interessano la zona di Vigolo Vattaro che fu teatro nel 1866 di uno scontro fra le truppe italiane della colonna Negri e i drappelli austriaci del Capitano Cramolini attestai tra Valsorda e la località Praloncine. Il combattimento causò la morte di 17 italiani.

Ben più disastrose furono le conseguenze della crisi economica che costrinsero, nella seconda metà dell’ottocento, tante delle nostre famiglie ad emigrare. Nel corso di quegli anni quasi un terzo della popolazione lasciò la propria terra, condividendo l’amara sorte di tanti trentini. Si possono ancora leggere negli atti della cancelleria comunale del 1875 “…per deliberare sui ricorsi presentati da alcuni individui che divisarono di emigrare nell’America per l’importo da corrispondersi al Comune, vennero formate tre classi…e venne deliberato di corrispondere a quelli della prima classe: adulti f. 4 per persona e sotto gli anni 11 f. 2 e sotto ai due anni nulla …”.  A questi avvenimenti è legata la storia e il culto di Santa Paolina, al secolo Amabile Visintainer, nata a Vigolo Vattaro il 16 dicembre 1965, emigrata con la sua famiglia nello Stato di Santa Caterina in Brasile. Era l’anno 1865. Suo padre ed altri sei capifamiglia fondarono Vigolo nell’attuale comune di Nova Trento. Fondatrice della Congregazione delle Piccole Suore della Immacolata Concezione (agosto 1895) rappresenta la testimonianza eroica dello spirito di solidarietà e di attenzione ai più deboli, fondamentale valore civile e religioso della nostra comunità. Morì a San Paolo il 9 luglio 1942. Il 16 ottobre 1991 è stata dichiarata Beata a Florianopolis. Il 19 maggio 2002 è stata dichiarata Santa da papa Giovanni Paolo II° a Roma.

Le due guerre mondiali, infine, costarono anche a Vigolo il loro tributo di morti e dispersi.

Dal dopoguerra ai nostri giorni le vicende del paese seguono a grandi linee quelle della nostra regione.