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Modulo Vidimazione Registro di commercio di cose antiche e/o usate

Ai sensi dell’art. 128 del T.U.L.P.S.e dell’art. 247 del relativo Regolamento di esecuzione, è obbligatorio tenere un registro, vidimato dal Comune, in cui devono essere indicati di seguito e senza spazi in bianco, il nome, il cognome e il domicilio delle persone con le quali si effettuano le operazioni giornaliere, la data e la natura dell’operazione, il prezzo pattuito e riscosso, nonché l’esito dell’operazione (art. 128 del T.U.L.P.S.).
Il registro può essere composto da fogli mobili per un utilizzo informatico in formato A4, numerati progressivamente e riportanti la denominazione della ditta su ogni foglio.
Nel precitato registro devono essere indicate anche le operazioni giornaliere riguardanti le cose rientranti nelle categorie di cui alla lett. “A” dell’Allegato “A” al D.Lgs 22 gennaio 2004, n. 42 e s.m.i. (beni culturali) con le modalità stabilite dal Decreto 15 maggio 2009, n. 95.

Riferimenti normativi

artt. 126-128 TULPS (Testo unico 18 giugno 1931, n. 773 delle leggi di pubblica sicurezza).

Il R.D. 18.06.1931, n° 773 "approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza" prevede che chi esercita determinate attività debba tenere un registro delle operazioni svolte.
La vidimazione dei registri previsti dalla normativa di P.S., non essendo ricompresi nè tra quelli di cui all'art. 2215 del C.C., nè tra quelli indicati all'art. 16 della tariffa allegata al D.P.R. n° 642/1972, non sono soggetti ad alcuna imposta (rif. Risoluzione n° 557/PAS. 16325.14600 (16) del 27.12.2007 del Ministero dell'Interno). Anche l'istanza per la vidimazione dei registri di cui sopra è da considerarsi esente da bollo.

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Pubblicato il: Martedì, 18 Ottobre 2016

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